Udinese, la notte porta consiglio?

Udinese, la notte porta consiglio?

Il consiglio comunque vada è cercare di continuare su una strada intrapresa. Impervia perché costruita male, ma comunque non peggiore di quanto visto nel recente passato. Cambiarla di colpo sarebbe un salto nel buio. 

di Redazione

La notte dell’Udinese si presenta di quelle difficili, cariche di pensieri e preoccupazioni anche se dai protagonisti vuole trasparire una certa tranquillità per non aggravare una situazione che sembra essere precipitata dopo l’umiliante 7-1 subito dall’Atalanta. Un risultato che pare abbia fatto infuriare la proprietà, un risultato che ovviamente rischia di minare le già poche certezze che prima c’erano.

Tudor palesa la stessa voglia di riscatto annunciata anche dal Direttore Marino: “Siamo consapevoli della bruttezza del risultato con l’Atalanta, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e farci perdonare con una grande prestazione. Giocare partite ravvicinate è un fatto che non penalizza solo noi, ma anche loro. Con l’Atalanta sul secondo tempo non ci sono spiegazioni valide. Questi giocatori avevano fatto vedere cose importanti e lo faranno ancora. Sono convinto che la squadra nostra non è quella. Infatti c’è stato un percorso che fino al rosso mi rendeva molto contento. E questo mi dà fiducia. Fino a quel momento siamo andati bene, dobbiamo ripartire da quello”.

Ma il tecnico rimane in discussione. Inutile negarlo: le prossime gare (oltre alla seconda squadra della capitale anche il Genoa a Marassi e la Spal in casa, dice scontri diretti), diranno se il croato potrà proseguire l’avventura sulla panchina più calda della serie A. Del resto lo dice il recente passato. Negli ultimi, disgraziato, cinque anni si sono susseguiti dieci allenatori. Solo Stramaccioni e Delneri hanno fatto sì che la salvezza fosse tranquilla. Ma non sono stati confermati. Il resto è stato un susseguirsi di cambi e ricambi senza fortune. Oggi qualcuno riesuma anche vecchie conoscenze in caso di esonero, tipo Colantuono  che con la tifoseria friulana non ha mai legato. ma si vocifera soprattutto il nome di Carrera, visto che Prandelli sembra attratto dal Brescia nel caso Corini saltasse. Ipotesi, sono banali ipotesi per ora: il destino di Tudor è nelle mani, anzi nei piedi dei suoi giocatori.

Circola il nome di Colantuono: come la prenderebbero i tifosi se fosse veritiera?

La frase che si dice ogni anno, la frase per far capire che è la squadra la vera imputata e che se si decidesse per un cambio sarebbe la solita ricerca di un capro espiatorio. Sottolineiamo che per ora anche in questo caso trapela solo fiducia nell’allenatore, come consuetudine. Ma la realtà è che c’è fibrillazione e prima della sosta servono (almeno) quattro punti per rimanere nella media di un punto a gara, poco se vogliamo ma abbastanza per la media salvezza.

Perché come Tudor stesso ha sempre affermato questa squadra deve pensare solo a rimanere in Serie A, chi sogna a altro è un inguaribile ottimista, un folle o un para-eccetera.

Il fatto è che gli allenatori (e i dirigenti silurati) in questi anni hanno dovuto aver a che fare con una squadra mal assortita (troppi doppioni dove non serve e giocatori mediocri che si sommano a poche alternative dove serve). Poi a uno spogliatoio che vede giocare sempre certi “preferiti” e pare proprio che i tecnici debbano subire certe cose anche per andare incontro a esigenze diverse: come si può, per esempio, “svalutare” De Paul anche se non rende né da mezzala nPé da trequartista Ne da punta. Ma deve giocare perché è il più tecnico della rosa e perché è forse l’unico a essere ricercato. Ma anche qui attenti a quello che certi giornaloni scrivono: difficile che l’Udinese lo svenda, difficile che certe operazioni in avvengano a gennaio, difficile che ci siano offerte irrinunciabili per un giocatore che al di là di qualche giocata sta facendo poco e nulla. Ma è solo un esempio, come lui ci sono altri “casi” che confermano le tesi di cui sopra. E che sembra minino la tranquillità e la compattezza dello spogliatoio. Come ogni anno.

Pierpaolo Marino ce la sta mettendo davvero tutta per cercare di compattare ambiente, squadra e società. Ma le parti sembra rango distanti, perché da troppo tempo non si sente Pozzo Jr fare autocritica o spiegare cosa accade, non si capisce perché tutto sia iniziato a diventare sempre più distante in una città come Udine dove la massima contestazioni è qualche fischio o uno striscione “vergongatevi” fatto rimuovere notte tempo. Il distacco tra lue parti è forse uno dei temi sul quale Marino avrà il compito più difficile, ma oltre a questo c’è l’aspetto tecnico da risolvere.

Intanto con la Roma non sembrano esserci novità: Fofana forse la posto di uno spento Mandragora ma col francese che fin qui si è mostrato a dir poco evanescente. per il resto la squadra già vista e rivista nelle ultime uscite. Col Toro una prestazione decisamente buona, ma col dubbio di una crisi granata che appare oggi evidente che forse può limitare i meriti bianconeri. Poi il patatrac con l’Atalanta, il peggior attacco co della massima serie e una difesa che reggeva ma che qualche errore di troppo lo commetteva soprattutto nella fascia sinistra (quella targata Samir e Sema per intenderci).

Con  la Roma la notte deve portare consiglio: il risultato deve essere ragionato, guai a farsi prender la mano. Una vittoria allontanerebbe di nuovo le nubi, almeno per un po’. Un  pari sarebbe comunque un risultato accettabile visto il valore dell’avversario e la situazione dell’Udinese. Una sconfitta…Bè qui le cose si potrebbero fare difficili anche se cambi subito non sono previsti.

Il consiglio comunque vada è cercare di continuare su una strada intrapresa. Impervia perché costruita male, ma comunque non peggiore di quanto visto nel recente passato. Cambiarla di colpo sarebbe un salto nel buio.

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