Dopo il Sassuolo, sistemato Muriel a Genova dove voleva andare, è apparso sempre più chiaro che l’attacco dell’Udinese, come da tempo va dicendo giustamente Stramaccioni, è corto. Più che mai: perché Geijo si infortuna al muscolo (da valutare l’entità), Di Natale influenzato, Thereau stoico perché non al meglio, mostrano la pochezza di soluzioni che il tecnico ha. Per fortuna nel Dna della squadra c’è anche la possibilità di giocare con una punta e mezzo, ma questo limita particolarmente le possibilità di pungere, anche se il gol è arrivato proprio così, quando è dovuto subentrare Fernandes.
Rimane che da oggi il mercato in entrata deve portare qualcosa: davanti Aguirre sembra la soluzione più logica, ma c’è da convincere l’Empoli. Non ha velleità di prima donna, sa che deve mordere il campo per guadagnarsi spazio, ha qualità diverse dagli altri della rosa, insomma è il giocatore (di proprietà) che fa al caso.
Anche in mezzo serve qualcosa ad occhio: come già fatto notare Guilherme, al di là delle assenze, sembra avere un calo evidente rispetto a inizio campionato. Anche qui Battocchio potrebbe essere un’idea, ma anche qui dipende dall’Entella.
Insomma a c’è da lavorare perché questa squadra ha orgoglio, ha ritrovato coesione, ma ha troppi petali che si perdono nel vento: anche perché la società è un po’ in credito con trama (e i tifosi) per gli unici veri errori fatti sul mercato estivo. Non riportare Angella e perdere Aranguiz. Mosse che ora si riflettono su un campionato in piena media salvezza, dove l’Udinese può battersi con chiunque a patto che stia bene e che sia al completo.
D’accordo che la riforma-Tavecchio pretende rose completate con 25 elementi, ma questi non possono essere solo Primavera (in panchina a Reggio Jankto e Saadi, buoni ma acerbi). Insomma l’Udinese sul campo c’è, ma se Strama lavora alacremente per mettere insieme i pezzi migliori, serve uno sforzo dal club per dargli ulteriori tasselli. In fondo la classifica è in media salvezza, chi oggi corre prima o poi può rallentare, la sensazione è che l’Udinese abbia ancora tanto, forse tutto, da dire: e le volete, si sa, sono a primavera. Farsi trovare pronti in tutti i sensi è indispensabile, perché, come detto, l’Udinese deve ancora crescere, ma in fondo se la può davvero giocare con tutti. A patto che iella e episodi non la penalizzino, per questo urgono ì, forse, alternative.
Comunque sia qualcosa va fatto: la squadra sta dimostrando di valere un piccolo sacrificio, pur sapendo che non servono tappa buchi, ma obiettivi ragionati.
Però è altrettanto vero che l’Udinese con questo campionato può ancora dire molto.
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