Udinese, l’erba del vicino è sempre più verde?

Udinese, l’erba del vicino è sempre più verde?

di Redazione, @forzaroma

A Udine non si ride, difficile poterlo fare dopo gli ultimi risultati tutt’altro che positivi, ma si tratta di una sensazione comune anche ad altre piazze ben più famose dove fare bene è quasi un obbligo, non solo per i tanti tifosi sempre più esigenti, ma anche per i costi di gestione che non sono nemmeno paragonabili a quelli del Friuli. La brutta sconfitta subita dalla formazione di Stramaccioni a Cesena, infatti, ha messo ancora una volta, come capita spesso in questi casi, nell’occhio del ciclone il tecnico, anche se fino a qualche tempo fa lui era ritenuto il valore aggiunto della rappresentativa bianconera proprio per la capacità di saper sfruttare al meglio le caratteristiche della rosa, formata come sempre da diversi talenti arrivati poco più che sconosciuti nel nostro campo.

Cosa può essere successo quindi alla squadra che solo qualche settimana fa era riuscita a fermare in casa in modo convincente la capolista Juventus? Certamente gli infortuni hanno avuto un ruolo pr la squadra è sembrata praticamente incapace di lottare eponderante nelle difficoltà avute da Stramaccioni ed è proprio per questo che aumenta il rimpianto per un mercato che avrebbe dovuto portare qualche innesto utile per fare al meglio la seconda parte di stagione. Ora, però, in questi mesi che mancano da qui alla fine del campionato la situazione si fa ancora più complessa: l’Udinese, infatti, si trova in una sorta di limbo dove non corre sicuramente il rischio di restare invischiata nella lotta per la salvezza, ma nemmeno di agganciarsi al treno per l’Europa e per questo il rischio è di trovarsi di fronte ad altre prestazioni interlocutorie come quella di Cesena se non si sapranno tirare fuori motivazioni supplementari.

Questo atteggiamento delle ultime settimane in cui la squadra è sembrata incapace di lottare non ha fatto altro che inasprire l’umore dei tifosi che non accettano che chi scende in campo lo faccia senza mordente o quasi. Pur mancando un obiettivo tangibile da raggiungere la stagione dei friulani finora non può essere tutta da buttare via, anzi: anche Stramaccioni, infatti, è stato in grado finora di valorizzare diversi talenti, anche se c’è il timore ovviamente che presto possano scegliere di approdare in piazze più importanti.

Ma se a Udine regna l’insoddisfazione allora cosa dovrebbero pensare a Milano? Sia il Milan sia l’Inter, infatti, sono state protagoniste di una stagione ben al di sotto delle aspettative iniziali, anche se la delusione maggiore finora è rappresentata dai rossoneri, non tanto perchè si riteneva di avere una rosa di qualità, ma più che altro per il grande entusiasmo con cui era stato accolto Inzaghi. L’allenatore rossonero, invece, da inizio 2015 si sta rendendo protagonista di una serie di risultati pessimi che hanno praticamente tolto il dubbio a chi riteneva Inzaghi all’altezza di guidare già da ora una grande squadra: il Milan, infatti, a marzo non ha nè un gioco nè un’identità di squadra e si ritrova con una rosa infarcita di mezzi giocatori e parametri zero che nemmeno potranno essere messi sul mercato in tempi di magra. Leggermente meglio è la situazione dei nerazzurri dove la scelta di puntare su Mancini ha facilitato l’arrivo in squadra di giocatori dalle migliori doti tecniche pur dovendo gestire le ormai note difficoltà economiche.

Mal comune, mezzo gaudio non può quindi essere una grande consolazione, ma avere una base da cui ripartire può già essere un buon incentivo in vista della prossima stagione che non è poi così lontana. In situazioni come queste, però, diventa ancora più determinante la presenza di una società forte che sappia spronare i suoi giocatori a dare il meglio sempre, anche quando obiettivi veri e propri da centrare non ce ne sono. In un’epoca come quella che stiamo vivendo, infatti, sono i giocatori, spalleggiati dai procuratori, a fare spesso la voce grossa e ad avere il coltello dalla parte del manico e devono essere proprio i dirigenti a impedire che questo possa rendere ancora più brutto un momento negativo.

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