L'Udinese viaggia 27 punti (senza tutti i torti potrebbero essere almeno 34), ma oramai stiamo dicendo tutto su questo: rimane il timore di trovarsi una squadra che lotta come un leone sul campo, ma come diceva vecchio saggio cinese, uomo di ju jitsu ha la maglio su uomo di Karate. Uomo di Karate ha la meglio su uomo di Judo. Ma uomo con pistola ha la meglio su tutti. Per cui chi oggi detiene la pistola? Manca il fumo per accusare qualcuno direttamente, qui si deve continuare a parlare di buona fede, ma può una squadra, statisticamente e oggettivamente, ricevere in 20 partite ben 17 errori grossolani tra rigori avversi, non dati ammonizioni o espulsioni (comprese quelle alla panchina)? A ognuno la sua risposta. Ovviamente le ipotesi portano a pensare che Pozzo e l'Udinese non siano più amate. Il perché va ricercato in meandri e sospetti che nessuno può dissolvere, come una cortina di fumo che il Palazzo porta dietro di sé da tempo, troppo tempo. Diciamo solo che certe cose sembrano di far rivivere i tempi di Zico.
In tutto questo si fa vicina la madre di tutte le battaglie: quella con la Juve dove tra errori e orrori negli anni ne abbiamo viste di tutti i colori. Sarà anche qui un caso, la sudditanza psicologica non è altro che l'italico modo di are: debole con i forti e forte con i deboli.
Ma come può l'Udinese, sesta negli ultimi 15 anni essere diventata di colpo così debole da non riuscire a raddrizzare una situazione che divenendo grottesca se non fosse per la squadra che ci va di mezzo? Può un club modello ammirato in Italia e fuori, l'unico col bilancio sano può fare così paura da rendere il tutto pieno di sospetti? L'Italia è il regno della dietrologia, dei complotti politici, ai depistaggi fino a quando Calciopoli da discorso da bar divenne un vero e proprio processo con condanne che tutti conoscono.
Stramaccioni oltre che un grande lavoro tecnico sta facendo anche un grande lavoro psicologico: riuscire a tenere i calciatori con valori e obiettivi ben saldi al di là di tutto è un compito non facile. Per questo i suo 27 punti oggi valgono molto.
E vorremmo che quando l'anno scorso a Guidolin che viaggiava di questi tempi col terrore dell'esonero e di una classifica pericolosa, gli venga chiesto - provocatoriamente o meno non è dato sapere - se credeva nell'Europa, oggi a Strama questa domanda gliela risparmiamo: ma proviamo a dare noi una risposta: l'Udinese può recuperare otto punti da quei all fine verso chi le sta davanti? Vedendo come marciano, come molte squadre sono più che altro mediaticamete belle che altro, con Milan e Inter fantasmi di loro stesse, l'Udinese se continua a giocare in questa maniera prima o poi deve ricevere quello che le è stato tolto, almeno in parte. Si dice che nel calcio tutto si bilancia alla fine. Non lo sappiamo, sappiamo che è un anno zero, dove tutto va rifondato.
Sappiamo anche che il bisogno di leder come Pinzi in panchina non è casuale, anche se oramai il capitano in pectore sta accettando da tempo il ruolo di riserva. Però il gruppo viene prima di tutto e l'esperienza sua, di Domizzi, di Di Natale non può venire meno. Strama lo sa, li usa anche per questo. Nonostante si stia pensando a cercare nuovi leader capaci di trascinare l'Udinese.
Allan potrebbe diventare uno di questi, Kone anche. Ci vuole pazienza e la forza di riuscire a dire no a eventuali richieste.
Ecco, forse quando Pozzo ha detto che col nuovo stadio cambierà anche la politica, ovvero che anche i giocatori sarà più facili tenerli, non è che ha scombussolato lo status quo che si era creato attorno all'Udinese? Simpatica fornitrice di giocatori, lasciamola fare, poi tanto vende. Forse non è che questo stadio, questa ambizione faccia paura a qualcuno, magari abbinata a questioni a noi oscure? Già con la Juve capiremo molte cose, crediamo. Intanto Kone si è preso tre giornate, Mexes quattro, la dice lunga su chi e come si gestisce il calcio.
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