Se è vero che di Felipe, Sanchez, Muntari, Asamoah, (comprati già per la prima squadra), è difficile averli rivisti ultimamente provenire dalla Primavera, ciò non toglie che la squadra giovanile bianconera non abbia sfornato talenti. Però come hanno ribadito molti addetti ai lavori, Luca Mattiussi - attuale tecnico della seconda squadra - il salto da questa all prima non è puù facile come anni fa.

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Il gap è aumentato non perché il valore dei giocatori sia diminuito, ma fondamentalmente per due motivi: chi viene promosso si ritrova da una campionato senza pressioni a uno stressante e dove procuratori e soldi la fanno da padroni. A 19 anni non è facile mantenere i piedi ben saldi per terra e qualcuno si perde. Secondo che le società, spesso, preferiscono proprio per questo tentare di comprare all'estero per avere giocatori giovani, ma già con qualche esperienza internazionale importante (vedi Wague).

L'Udinese, prendendo a spunto gli anni dal 2006, però di giovani promesse ne ha sfornate: in quell'anno (Gerardi )oggi al Cittadella in B) e Osso (esordio addirittura in Europa League) non hanno saputo cogliere l'attimo, ma il talento c'è stato. Gerardi oggi ha collezionato 25 presenze e 5 gol in una squadra non di certo di primissimo piano dimostrando che l'affinità con la porta c'è ancora.

Nel 2008/09 Bradaschia fu accolto come un acquisto importantissimo, una promessa che avrebbe sfondato. La classe è sempre stat indubbia, il carattere evidentemente l'ha limitato. Oggi è all'Albinoleffe. Andrea Mazzarani, invece, dopo un peregrinare in B è oggi all'Entella dove si sta togliendo più di qualche soddisfazione.

Con un salto al 2010/11 impossibile non citare Fernando Forestieri che l'Udinese ha scelto di mandare al Watford e dopo alcune disavventure anche fisiche, ora vuole dimostrare tutto il suo valore. Anche se chiuso ha manifestato l'intenzione di puntare alla Premier con gli Hornets. Christian Battocchio, cresciuto nelle giovanili fina dai tempi di Vanoli dove ha sfiorato la vittoria nel campionato Primavera nelle finali, è oggi punto fermo dell'Entella e della nazionale U21 di Gigi Di Biagio e l'anno prossimo qualcuno parla di un ritorno a Udine. Fabinho gioca nel Perugia, anche se oggi ha collezionato solo 7 presenze in B, Vydra dopo un peregrinare sta trascinando il Watford.
Da raccontare la storia di Federico Laurito: capocannoniere nel 2006 in Primavera con una decina di gol in più di Balotelli, ora gioca nell'Universidad Catolica, dopo anni difficili: in questo caso un po' il giocatore, un po' la mancanza di procuratori giusti gli hanno tarpato le ali, ma tutti quelli che l'hanno visto nei primi anni in bianconero affermavano di avere tra le mani un potenziale campione.

Nel 2011/12 esplode Zielinski, il numero 10 fatto invasa, come detto da Guidolin che poi però l'ha utilizzato pochissimo. Oggi è all'Empoli, tra alti e bassi, ma rimane nazionale polacco e di lui si riparla di un ritorno in Friuli, perché sulle sue qualità in molti dirigenti sono disposti a scommettere.

Pawlowski, nel 12/13 è stato uno dei tanti  portieri (come Romo) arrivati per vedere chi poteva emergere: la selezione naturale ha fatto dei nomi, il suo e quello del venezuelano gli hanno riportati in patria, dove però rimangono nel giro delle nazionali.

Arrivati ai giorni nostri, oltre ai già citati portieri Scuffet e Meret, non scordiamoci Bochievichz, difensore che deve crescere fisicamente, ma che è già entrato nell'orbita della prima squadra. Il colombiano Bonilla ha un futuro roseo se se lo saprà giocare, Douglas è tornato in prestito in Brasile per giocare e farsi le ossa, ma il Milan già lo voleva a gennaio. Jadson è stato già preso sotto l'ala protettrice di Stramaccioni, come Jaadi che tornerà a luglio dopo essersi fatto le ossa in B al Latina: a Napoli si è visto di cosa è capace il marocchino se continua senza montarsi la testa.Vutov è un attaccante che è stato preso per detta della stessa società per la prima squadra, una seconda punta che deve crescere tecnicamente, ma che è un ottimo mancino.Rovini, oggi all'Empoli, è stato definito come erede di Di Natale, anche se ha da mangiare campo per rendersi più incisivo, ma i piedi se vuole sono fatati.
Chiudiamo con tre nomi, che probabilmente l'anno prossimo sentiremo nostro parere nominare: Coppolaro, Burdisso, Pertaijn. 

Insomma l'Udinese Primavera funziona, forse sono altri i meccanismi da oliare.

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