C'è un particolare che non tutti sanno del dopo gara col Cagliari: molti giocatori bianconeri negli spogliatoi erano irrigiditi dalla rabbia, non neghiamo che a qualcuno è scesa una lacrima. Non di dolore o di debolezza, sia ben chiaro, ma di rabbia, quella che hai dentro e che esprimi in campo per novanta minuti, ma quest'anno sembra davvero che qualcuno si stia divertendo a giocare col destino bianconero. Si dice che il calcio è questione di particolari, centimetri a volte: un palo, un errore che come per effetto farfalla scatena un uragano, gol presi in maniera dubbia e tanti, tanti infortuni. Già, leggendo qua e là le analisi su Udinese.Cagliari, a molti la penna è andata giù dura, quasi rabbiosa, da tifosi delusi. Ma anche l'ultimo dei tifosi delusi deve capire una cosa. Un allenatore è bravo (Stramaccioni lo è), ma lo riesce a dimostrare che ha una rosa su cui poter scegliere. Oggi l'Udinese ha mezza rosa a disposizione (basta leggere i nomi di chi c'era in panchina ieri) e l'altra mezza non sta bene. Ieri qualcuno sosteneva forse in maniera un po' superba che comunque gli undici in campo inizialmente erano titolari: sì, d'accordo, ma Thereau dalla gara con la Roma stringe i denti, Di Natale è reduce da un'influenza che chi la sta provando in questi giorni capisce cosa significhi in termini di debilitazione, Domizzi ko nel primo tempo, Piris e Danilo che non arrivano a rifiatare. Se costui, poi, aggiunge il fatto che Zola - come tutti noi e Strama, purtroppo - già martedì scorso conosceva la formazione capirà abbastanza facilmente che ha avuto una settimana facile per preparare la gare. E i cambi, quelli che sono mancati all'Udinese.
E' vero, la squadra ha arretrato il baricentro nella ripresa, ma la paura di vincere , volta, è superiore a quella di perdere: sapere quante difficoltà hai, sapere quanto stai dando, sapere che i tre punti sono lì, paradossalmente ti toglie sicurezze e ti fa pensare che è meglio pensare a non prenderle. Capita così l'errore, anche in questo caso all'ultimo minuto e con dubbi sull'operato dell'arbitro, e capita che una vittoria diventi un pareggio. Un pareggio, appunto: che significa girare a 24 punti, significa avere una media da salvezza ben salda, giusto per tranquillizzare quelli che parlano di obiettivo quaranta punti, significa poter sperare. Perché la squadra lavora, duro. Tutta la settimana. Da anni il gruppo non era così coeso, certo c'è un cambio generazionale evidente, ma Stramaccioni ha sempre fatto capire questo, pur facendo capire che per lui tutti sono alla pari. Ma non si può paragonare una scelta tecnica per un'esclusione (vedi quanto successo a Domizzi tempo fa) con una scelta obbligata (mandare dentro un primavera). I giovani è vero che vanno utilizzati e Strama non ha di certo paura nel farlo (Wague e Hallberg ne sono l'esempio migliore), ma non si possono giocare gare fondamentali senza esperienza. Eccoci al dunque: l'SOS è stato lanciato. Solo i critici imperterriti guardano al dito mentre qualcuno gli indica la Luna. La società deve rispondere. Quagliarella ha dato il suo gradimento al trasferimento a Udine, lo ha fatto in maniera forte, più esplicita di quanto si pensi. Se è vero che gli affari nel mercato si fanno in tre, qui si farebbero in due. Se non sarà il sogno di tanti tifosi, comunque serve una punta pronta (i nomi fatti appaiono le tante scommesse che girano di questi tempi), e un centrocampista che dia fiato. Ma visto quanto si è fatto in difesa anche il ritorno di Camigliano a questo punto è auspicabile. La squadra sta dando tutto. L'abbraccio, forte, quello che vedete nella foto, non è stato solo liberatorio, è stato il simbolo di una squadra unita he incarna i valori friulani: si lamenta poco, lavora tanto, ma è sfigata. Il destino non è mai stato benevolo verso queste terre, che si sono forgiate da sole e sono diventate forti come le Alpi e dolci come l'Adriatico se le sai conoscere. Questa squadra è Udine e Udine non può non vedere certe cose. Così come la società, che ha fatto il mercato estivo, ovviamente, senza poter immaginare all'emergenza, ma comunque compiendo errori (nessuna punta dopo aver ceduto Lopez, ad esempio). Insomma è ora di stringerci tutti assieme, ma chi detiene il potere di fare qualcosa è la società. Urgono rinforzi. Stramaccioni, il suo lavoro, i suoi ragazzi meritano qualcosa per non essere additati di colpe che oggi come oggi non hanno. E' vero, si sono presi troppi gol negli ultimi minuti dei due tempi, si sono fatti errori banali, qualcuno dopo un avvio super forse si è montato la testa, qualche senatore è venuto meno facendo andare il leader, ma quando è subentrata l'emergenza l'Udinese si è ricompattata ed è innegabile. Però se la fortuna è cieca, la figa ci vede benissimo e da Di Bello a Guida passando per Valeri con la complicità ovviamente delle paure bianconere hanno fatto il resto. Non è un alibi, è solo la marcata ed evidente richiesta di aiuto al club: tutti per uno, uno per tutti, giusto?
Moval©Mondoudinese
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