Udinese, Tudor inizia a scricchiolare. Ma sarebbe un errore

Udinese, Tudor inizia a scricchiolare. Ma sarebbe un errore

Con la Roma e col genoa prima che con la Spal non ci si attende comunque uno stravolgimento tecnico tattico: si proseguirà con il canovaccio già visto, sperando almeno nella reazione e mentale. Sarebbe già qualcosa perché i punti si fanno anche con la testa e non solo con le gambe.

di Redazione

Quando si perde 7-1 non ci sono mai scusanti per nessuno. Quando si perde 7-1 senza mostrare nessuna reazione psicologica, anzi crollando su tutti i fronti è quasi ovvio che dalla società inizino a trapelare voci che mettono sulla graticola Igor Tudor. Si parla di tre partite (Roma, Genoa e Spal) prima della sosta che devono portare almeno e ribadiamo almeno quattro punti. Per rimanere in media di un punto a gara che significherebbe 40 punti, ovvero l’obiettivo salvezza, almeno sulla carta, almeno statistiche alla mano. Forse quest’anno la soglia si alzerà perché squadre materasso non ce ne sono e le posizioni di Milan e Samp potrebbero essere solo temporanee. Spal, Brescia, Verona, Genoa poi hanno dimostrato di potersela tranquillamente giocare con tutti: insomma non c’è il Crotone o il Benevento di turno che aiutano a capire che un posto per l’inferno è già assegnato. No quest’anno ci sarà da sudare per questo serve mantenere una media punti adeguata.

Per farlo però serve risolvere i problemi: in attacco quattro gol in nove gare sono una miseria unica in Europa. La difesa fino a Bergamo era considerata sistemata, ma forse si è parlato troppo presto perché sulle spalle di Tudor sono piombate addosso responsabilità immeritate probabilmente. Deve allungare una coperta che rimane corta, facendo giocare De Paul, Okaka e Lasagna (gli unici in questa rosa con un valore economico più che sportivo superiore) e dovendo quindi assestare la sua tattica a questi “obblighi”. De Paul mezzala è impalpabile. Illusorio dire che Okaka a Bergamo almeno ha segnato: troppo poco, il resto della partita è stato inutile quanto i suoi compagni. Il 3-5-2 di nuovo sulla panca degli imputati, ma del resto cosa può fare un tecnico che a giugno aveva dichiarato di voler tentare di intraprendere la difesa a quattro, ma che si è ritrovato dal mercato i soliti doppioni e soprattutto fasce inadeguate? Specie la sinistra con l’asse Samir-Sema appare alquanto improbabile con evidenti errori che si sommano, anche se finora nelle gare precedenti non sono stati adeguatamente sfruttati dagli avversari. Mancano percussioni, manca anche qualcosa quando si deve coprire: ergo il modulo non regge. Se poi si pensa che davanti alla difesa è arrivato a furor di fanfare Walace oggi oggetto misterioso, si capisce che giocare così può diventare rischioso.

Abbiamo sempre sostenuto che serve aspettare la decima giornata per capire meglio l’andamento della stagione. Siamo alla nona e si può dire che i problemi ci sono e che Tudor ha fatto anche più di quel che si potesse pensare, almeno fino a Bergamo. Poi…Poi il disastro che mette tutto in discussione. Un episodio? anche gli anni scorsi c’è stata una svolta negativa che poi ha influenzato anche altre partite perché certe sconfitte portano segni indelebili nelle (poche) sicurezze che la squadra ha. Poi se non si trova la via del gol c’è ancora più paura.

Per questo in società come ogni anno da qualche stagione si punta l’indice verso i tecnici. Una decina in cinque anni sono la malattia non il sintomo. peccato che anche se non  sono Guardiola non sono tutti rimbambiti. purtroppo quando si deve giocare obbligatoriamente in un certo modo poi i difetti inevitabilmente si ripetono venendo prima o poi a galla prepotentemente.

Per questo trapelano già voci su possibili cambi con Carrera e il solito Prandelli nomi che fuori escono dalle stanze segrete di Piazzale Argentina. Voci, che di certo non aiutano anche se per ora di facciata la fiducia nel tecnico non sembra essere messa in discussione anche se il ritiro anticipato per la Roma è un altro sintomo già visto. Tre gare quindi per rimanere a galla, poi la sosta porterà consigli e decisioni.

Ma di cambiamenti drastici non se ne vedono e appare inutile aggiungere che spara sul pianista è dannoso oltre che futile. Tudor avrà commesso errori (a Bergamo doveva togliere De Paul quando la squadra è rimasta in dieci), ma non è lui la causa dell’ennesimo campionato che si profila secondo le aspettative che lo stesso croato aveva anticipato: salvezza, nulla più. Sperando che sia relativamente tranquilla. La causa va ricercata nell’ennesimo mercato non all’altezza, in troppi stranieri in campo, nella mancanza di leader veri, nell’id cdi gioco stantia e obbligata, nell’interferenza continua di procuratori. Siamo alle solite, Pierpaolo Marino cerca di tamponare al meglio la situazione, ma da solo non basta. serve che la proprietà faccia mea culpa e inizi a farsi sentire più adeguatamente, senza allontanare ulteriormente  i tifosi (da anni encomiabili per attaccamento), cercando invece di ricreare qual clima che esisteva fino a un lustro fa. Ma serve capire se l’Udinese è solo un buon viatico di marketing e profitto oppure qualcosa d’altro con intenti sportivi ben definiti che vadano al di là della speranza di rimanere in Serie A. Non si dia quindi la causa la tecnico o al dirigente di turno come già visto. Si prenda la situazione in mano e si pensi come porre rimedio a una squadra che l’abbiamo già detto ha doppioni in certi ruoli ed è scoperta altrove.

Con la Roma e col genoa prima che con la Spal non ci si attende comunque uno stravolgimento tecnico tattico: si proseguirà con il canovaccio già visto, sperando almeno nella reazione e mentale. Sarebbe già qualcosa perché i punti si fanno anche con la testa e non solo con le gambe. Consapevoli che non basta giocare 60 minuti a gara ad alta intensità per arrivare all’obiettivo. Ma forse qui è anche questione di gambe…da anni la squadra non riesce a giocare una gara intera senza sbavature. Forse anche qui c’è da ragionare primo a di prendere le solite decisioni affrettate.

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