Udinese vittima del suo Gattopardismo

Udinese vittima del suo Gattopardismo

L’Udinese tenta di far credere di cambiare tutto, ma in sostanza non cambia nulla. Da anni la squadra è la succursale del Watford, mai tifosi ancora si illudono che qualche innesto qua e là possa fare la differenza per salvarsi

di Redazione

E’ triste, molto triste e malinconico sapere che la propria squadra ti inganna. L’Udinese di questi anni è più chetai l’emblema dell’italianissimo e perenne gattopardesco, ovvero quella inutile e finta qualità che, come nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è nel suo interno; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente, ma solo a chi lo vede in paniera superficiale  dall’esterno. L’11 novembre del 1958 usciva per Feltrinelli Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il 21 marzo 2019 l’Udinese conferma che è più attuale che mai.

Prendete l’esempio di Pinzi. Il ritorno del “Guerriero” ha reso felici tutti. Ma com’è stato trattato prima? Con che ruolo reale arriva? Che potere avrà, oltre quello di trasmettere quella “Udinesità” che non si insegna, ma si acquisisce dopo tanto tempo entrando a diretto contatto con i tifosi, cosa che oramai non avviene più? Come può uno scoglio arginare il mare, cantava il laziale Lucio Battisti, e oggi anche se quello scoglio è granitico ha pur sempre davanti un amare. Di procuratori (qualcuno in particolare…), di giocatori bamboccioni e di una società assente perennemente c’è ne sono una marea altissima.

Affiancherà Tudor? bene, ma lo stesso neo ex allenatore come verrà accolto? Del resto quasi tutti gli stessi giocatori che ha allenato per ben quattro(q-u-a-t-t-r-o) settimane l’anno scorso prima di essere allontanato per mancanza di risultati evidenti ( salvezza rosicata grazie a una vittoria sul Bologna già salvo da tempo,), oggi possano credere ancora in lui? Ma come, si diranno come qualunque mortale farebbe: “questo qui è stato mandato via perché non piaceva al pubblico e non ha fatto grandi cose, insomma un supplente che oggi dovremmo seguire?”. Si sa che i supplenti a scuola hanno vita difficile, e già il fatto che non sia proprio amatissimo dal pubblico (e nemmeno dal mega direttore per sua stessa ammissione, anche se “scherzosa”), qualcosa vorrà dire. Cosa? Non c’era di meglio in giro, chi era meglio costava, che un segnale di finto cambiamento qualcuno spera venga recepito come un segnale di presenza? ma va!

Eccoci appunto ar Real Tudor: non aspettatevi rivoluzioni, sia ben chiaro. Qui gli allenatori devono seguire regole non scritte e misteriose. Stramaccioni, Colantuono, lo stesso Nicola, per dire, in carriera hanno sempre amato la difesa a quattro, a Udine si sono convertiti su Viale Argentina a quella  a tre. Miracolo! Oppure imposizione? A qualcuno il sospetto nasce, anche se le prove non ci sono, ma la logica, leggendo la rosa si capisce che un 4-4-2 ordinato non sarebbe impossibile per una squadra che deve solo salvarsi. Ma implicherebbe un  “sacrificio” di giocatori per i quali si pensa  a investimenti, a plusvalenze…Almeno anche questa è la sensazione che traspare, ovviamente.

Quindi cosa attenderci? Qualche giornale titola che finalmente Tudor avrà rinforzi. Chi? Come se il mercato è chiuso? Ovvio, Behrami e Badu per il centrocampo. Sti cazzi. Uno c’era già e come interditore ha fatto benino (non bene), ma come costruttore di gioco lasciamo perdere. L’altro farà solo panchina dopo un’estate a sperare di essere riceduto, dopo un anno costellato da un infortunio. Dopo che Mandragora e Fofana sembrano intoccabili al pari di De Paul. Unica novità? Lasagna, amato dal neo ex tecnico già l’anno passato, che potrebbe (condizionale d’obbligo) agire con Pussetto o con Okaka, quello che s’incazza se non gioca come lui stesso ha dichiarato.

Il resto? E’ noia come direbbe il grande, indimenticabile, Califfo. Ovvero gli stessi interpreti per una squadra che esprime sempre lo stesso gioco con chiunque sia lo skipper. La nave affonda, l’armatore pensa alla sua bella, lussuosa Albion (che la Brexit lo protegga!), mentre qui si fa credere che qualcosa cambia, ma in realtà non cambia nulla, se non il fatto che serve come ogni anno sperare nelle disgrazie altrui. Beati gli illusi, loro sarà il Regno dei Cielo: forse.

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