Ormai da troppo tempo ci troviamo a constatare una forte e costante arretratezza del nostro calcio, sia a livello economico sia a livello di qualità, rispetto a quanto accade nei campionati europei, ma ancora nessuno sembra essere in grado di compiere azioni incisive che possano almeno aiutare a effettuare un deciso cambio di rotta che non può più essere rimandato. Il rinvio della gara tra Parma e Udinese deciso già nella giornata di venerdì per l'ormai quasi irrimediabile situazione che si trova a vivere la formazione emiliana sembra essere però l'ennesima dimostrazione, e non ne avevamo certamente bisogno, di come in Italia la situazione a chi siede nei posti di comando sia ormai sfuggita di mano.

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Come può essere possibile essere arrivati a questo momento con una squadra che sta ormai vivendo un dramma sportivo con decine di milioni di debiti e stipendi promessi varie volte ma mai arrivati? In estate, infatti, quando il Parma era stato estromesso dall'Uefa per il mancato pagamento di un'imposta forse sarebbe stato meglio analizzare meglio il problema prima che si potesse arrivare a una situazione irreparabile come quella attuale dove nemmeno si ha la certezza di poter far finire il campionato alla squadra emiliana. In una situazione di questo tipo un vero plauso può quindi essere fatto solamente ai giocatori e al tecnico Donadoni che stanno resistendo ormai da mesi con la consapevolezza che scappare sarebbe stato più semplice, ma se più di una volta si è deciso di aspettare e non mettere in atto la messa in mora è stato solo per la mano sulla coscienza che Lucarelli e compagni si sono messi. Il capitano gialloblù, infatti, ha ribadito proprio in questi giorni che il pensiero dello spogliatoio più di una volta negli ultimi tempi è andato alle famiglie dei tanti dipendenti del Parma che in caso di fallimento della società avrebbero rischiato di perdere tutto.

A questo punto trovare una soluzione che possa salvare il Parma, una delle società più gloriose del nostro calcio che fino a qualche tempo fa faceva addirittura parte delle famose "sette sorelle" che lola domanda suona ancora più fortettavano per lo scudetto, sembra essere quasi impossibile e questo fa sorgere ulteriori dubbi sulla serietà dei personaggi che negli ultimi tempi si sono avvicendati alla guida del club. Al momento l'onorabilità e la regolarità del campionato è l'aspetto che deve essere preservato per il bene di tutti, anche se si sa già che nel caso di fallimento nelle prossime settimane nelle partite che mancano verrà data la vittoria per 0-3 a tavolino a quelle che dovrebbero essere le avversarie del Parma e questo non può che accrescere ulteriormente l'amarezza. Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, dal canto suo ha già annunciato la volontà di aiutare sul piano economico la Primavera gialloblù, guidata da Hernan Crespo, nella prossima trasferta e con ogni probabilità questo verrà fatto anche da qui alla fine della stagione, salvo cataclismi, per la Prima squadra.

Le istituzioni però dove sono? Certo, dopo le parole del presidente Figc Tavecchio che è arrivato a pensare che si tratta di una situazione che coinvolge più i tribunali che gli amanti di uno degli sport più belli, la domanda suona ancora più forte.

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