L’analisi di Udinese-Cagliari non può racchiudersi nel risultato o negli infortuni. Tra il bianco e il nero, a seconda di come la gente voglia guardare la cosa, ci sono considerazioni da fare.
Prima fra tutte è che l’Udinese poteva vincere: nonostante le assenze, nella ripresa dopo il doppio vantaggio non si è riuscito a concretizzare il colpo del ko. Purtroppo l’altra faccia della medaglia è che senza punte in alternativa non si possono fare miracoli. L’Udinese avesse avuto anche alternative davanti avrebbe potuto evitare di arretrare troppo nella seconda metà della ripresa.
Ecco un’altra sfumatura: ancora una volta, in vantaggio, la squadra di Stramaccioni si fa intimorire da un Cagliari agguerrito, ma non trascendentale. L’altra faccia della medaglia? L’obbligo di vincere, i tre punti agognati e toccati per un bel pezzo di gara, hanno reso la squadra rimaneggiata senza la forza di aggredire ancora e concludere.
Altro fattore che si può evidenziare i gol sempre negli ultimi minuti: coincidenza o meno, non è la prima volta, così come non è la prima volta che il castigo è di rigore.
Qui l’altra faccia della medaglia è che serve crescere al di là dell’emergenza.
Ora si tocca il punto caldo: un allenatore può fare bene se ha una squadra al completo da gestire, non mezza e una pare di essa pure non al meglio. Stramaccioni gira a metà campionato a 24 punti, ha fatto debuttare Hallberg che ha mostrato carattere, è in piena media salvezza. Ma nessun allenatore in emergenza può fare miracoli: le scelte col Cagliari erano obbliga e Zola, sotto il sole della Sardegna, da lunedì ha potuto studiare l’Udinese perché perfino i bambini sapevano che solo questa poteva essere la formazione.
Strama l’ha detto: non è una scusa, non è una critica è solo una constatazione: l’Udinese necessita di un paio di innesti. In avanti la rosa è appassita più che mai e Totò non può fare sempre i miracoli.
Il carattere però c’è e oltre ai difetti questo va evidenziato. Il risvolto della medaglia è che oltre alla sfortuna ci si mettono gli episodi dubbi, non è il primo, non sarà l’ultimo in una stagione che non può di certo definirsi fortunata. Ma questo forgerà ancora di più i bianconeri, ne siamo certi, perché dall’amara delle parole dl tecnico appare già la voglia di combattere ancora e ancora. A 24 punti si può giocare tranquilli, nonostante tutto: questo è l’aspetto che molti vogliono non vedere.
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