Arriva Sanchez per la prima volta da avversario. Nel 2008 l’esordio a San Siro contro l’Inter

Arriva Sanchez per la prima volta da avversario. Nel 2008 l’esordio a San Siro contro l’Inter

Domenica al Friuli Sanchez vestirà la maglia dell’Inter per la prima volta contro l’Udinese.

di Redazione

Era il 10 novembre 2008 quando Alexis Sanchez, allora diamante ancora grezzo, esordiva a San Siro per la prima volta contro l’Inter la sua attuale squadra. Alexis fu mandato in campo nella ripresa da Marino che allora era soprannominato Marino proprio contro i nerazzurri dello Special One.  Una gara bella quella dell’Udinese beffata solo nel finale.

Alla fine Josè Mourinho riemerge dalla panchina e zittisce col dito sulle labbra la porzione di tribuna dalla quale verosimilmente non sono piovuti complimenti al suo fluente italiano. Più o meno da dove un broker infamava il Mancio. Gesto comprensibile con la tensione di una partita sbloccata al 47′ della ripresa, ma non interpretabile come: «Muti, visto chi sono io?» Perché la vittoria di ieri è stata ciò che di meno mourinhiano si sia visto finora. Gol di Cruz, l’ «anarchico» finito dietro alla lavagna, entrato per il contestatissimo Quaresma, il più mourinhiano di tutti; fuori il Trivelador, sprofondato in panca Mancini, l’ Inter ha cominciato la ripresa senza gli esperti di fascia che, nei proclami estivi, avrebbero dovuto «allargare il campo»; senza l’ ultimo calcio d’ angolo, sarebbe arrivato il terzo 0-0 ravvicinato, non esattamente uno spot per la squadra arrembante, ovunque e comunque, promessa dal portoghese. Ma i tre punti sono d’ oro e in serata diventeranno ancora più belli, perché riporteranno l’ Inter sola in testa. Grazie al Lecce di Beretta. Sì, proprio lui, «Barnetta».

Ricorda, mister Mou? L’ Udinese ha disputato una gara tatticamente accortissima, tappando ogni varco, per poi suicidarsi sull’ ultimo angolo: tre uomini liberi nel cuore dell’ area. Come mettere la porta blindata, attivare l’ antifurto e poi partire per le ferie lasciando le finestre aperte. Ma l’ episodio non guasta l’ impressione dominante: squadra di qualità, peso e personalità montante. Il rischio è che la classifica importante la faccia diventare troppo seriosa, a scapito dell’ allegria del suo bel gioco. Ieri avrebbe potuto osare di più. Inter spaccata Con Zanetti sempre incollato alla difesa (spaventato dalle ripartenze friulane) e Vieira incapace di sostenere tempestivamente l’ offensiva, per problemi di passo, l’ Inter ripresenta il più frequente difetto stagionale: squadra spezzata in due. Solo a Roma (guarda caso la prova migliore), grazie al dinamismo di Muntari e Stankovic, si era vista una squadra corta. Qui i tre davanti devono giocarsela da soli. Un guaio perché l’ insostituibile Ibra stavolta paga le fatiche e, soprattutto, i due esterni, al di là delle loro colpe, non trovano una zolla libera.

Il 4-3-3 dell’ Udinese è finto: Pepe e Floro Flores partono bassissimi, in linea con i mediani. E’ un 4-5-1 bell’ e buono che tiene lontano l’ Inter da Handanovic per tutto il tempo. Più pericolosi i friulani con Inler e, soprattutto, con due accelerate di Quagliarella e Floro Flores fermati da sbandierate maldestre. La chiave Le difficoltà in costruzione dei nerazzurri e l’ atteggiamento prudente dei bianconeri giustificano lo 0-0, che sarà scardinato solo da un calcio da fermo in pieno recupero. Ma, attenzione: non è solo un problema di tattica. Anche di tecnica. Perché un centrocampista di qualità come D’ Agostino, che palleggia, detta i tempi, lega i reparti e suggerisce in verticale, l’ Inter al momento non ce l’ ha. Udinese arretrata Viste le difficoltà d’ aggiramento, Mourinho si gioca la torre in mezzo. Pensa a Crespo (che si fa male riscaldandosi), butta dentro Cruz che gli salverà la pelle. Come a Cipro. Più avanti immette un incursore (Stankovic) e un esterno (Obinna).

L’ Udinese, dopo una fiammata di Floro Flores, si accartoccia sempre più in difesa, vittima anche delle fatiche del giovedì, incapace di armare le ripartenze del fresco Sanchez. L’ Inter, forte di due giorni di riposo in più, trova l’ orgoglio per accamparsi davanti. L’ unica azione da vero Ibra e un palo da fuori di Zanetti cucinano il gol-partita che Cruz incorna indisturbato a centro area (47′ ). Mourinho dice: «Zitti!» Moratti è felice come una Pasqua. Lo sarà di più vero le 22.15, per un altro gol in pieno recupero. Lo segna Esposito, nome comune, per la gioia dello Speciale.

Domenica al Friuli Sanchez vestirà la maglia dell’Inter per la prima volta contro l’Udinese.

Inter-Udinese 1-0 (0-0)
Marcatore: 47’st Cruz
Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 6 Maxwell; 14 Vieira (27’st Stankovic), 19 Cambiasso, 4 Zanetti; 77 Quaresma (1’st J.Cruz), 8 Ibrahimovic, 45 Balotelli (18′ Obinna). A disposizione: 1 Toldo, 18 Crespo, 23 Materazzi, 33 Mancini. Allenatore: José Mourinho
Udinese: 22 Handanovic; 32 Ferronetti, 13 Coda, 6 Domizzi, 24 Lukovic; 88 Inler, 21 D’Agostino, 15 Isla; 7 Pepe (44’st Motta), 27 Quagliarella, 83 Floro Flores (28’st Sanchez). A disposizione: 80 Belardi, 5 Obodo, 25 Nef, 26 Pasquale, 99 Sala. Allenatore: Pasquale Marino
Ammoniti: Cruz, Cordoba; Pepe, D’agostino, Inler
Arbitro: Emidio Morganti (Ascoli Piceno)

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