Udinese -Cagliari: quella volta che…i bianconeroi fecero cinquina (VIDEO)

Udinese -Cagliari: quella volta che…i bianconeroi fecero cinquina (VIDEO)

E’ il 4 marzo 2000, l’Udinese si impone sul Cagliari pr 5-2: è la squadra di Gigi De Canio. La squadra di Ulivieri rimonta due gol, poi si arrende a Fiore e Muzzi Gli errori di O’ Neill e Ametrano portano in rete Margiotta e Jorgensen. Oliveira e Macellari pareggiano. Poi l’ Udinese dilaga. Un’ altra cinquina dopo quella al Bari

di Redazione

Tra le  goleade in favore dei nostri bianconeri contro il Cagliari memorabile quella nel campionato 1999/2000 (5-2 con marcatori Margiotta, Jorgensen, Muzzi e doppietta di Fiore).

La cronaca targata Gazzetta dice che in questo sabato grasso di Carnevale, il grasso che cola sono i sette gol che riempiono lo stadio Friuli di coriandoli, è la giostra messa in moto da Luigi De Canio che alla lunga fa stramazzare il Cagliari. Il grasso che cola è godersi questo spettacolo. Dalla prima stella filante del redivivo Massimo Margiotta all’ ultima palombella di Stefano Fiore, il grasso che cola è la montagna russa che si inghiotte questa partita. Con l’ Udinese che chiude il primo tempo sul 2-0, col Cagliari che reagisce alla grande e la riagguanta, con i friulani che trascinati da Appiah, Fiore e Jorgensen, mettono giù un’ altra cinquina in casa (dopo il 5-1 sul Bari). Formidabile test per il ritorno Uefa, di martedì, con lo Slavia Praga. All’ inizio l’ equilibrio è durato poco meno di mezz’ ora. In questa mezz’ ora si è visto il Cagliari giocare a strappi, senza grandi timori reverenziali ma anche senza un chiaro progetto offensivo. Renzo Ulivieri risolve a favore di Ametrano il dubbio tra l’ ex udinese e Mayelè come centrocampista di destra. Evidentemente conta molto sul buon momento di forma di Ametrano e sulla rabbia da ex. Ma non è una scelta particolarmente felice. Tanto è vero che nel secondo tempo, Ulivieri dà spazio a Mayelè. Dopo la coppa d’ Africa e le apparizioni nei secondi tempi contro Torino e Milan, Mboma si riprende il centro dell’ attacco rossoblù dal primo minuto, ma non morde. L’ Udinese, nel primo tempo e nel devastante finale, mostra il suo calcio bello e arioso, fatto di muscoli, fantasia e scatti rapidi. De Canio accantona la difesa baby esibita a Praga, recuperando il duo Sottil-Bertotto. E dalle loro parti si vede un’ altra solidità. Ma anche il centrocampo ha una fisionomia diversa. Fiore viene dirottato dal centro sulle corsie esterne (prima a sinistra, poi a destra) e al fianco di Giannichedda c’ è spazio per Appiah dal primo minuto.

Il giovane ghanese, mobile e ricco di talento, è una delle calamite attorno a cui si srotola la manovra dei bianconeri. Con Appiah in campo, De Canio può disporre su quattro fonti di gioco: in ballo ci sono anche i piedi buoni di Fiore, Locatelli e Jorgensen. Naturalmente due esterni come Fiore e il danese non offrono garanzie assolute nella fase difensiva; e quando nella ripresa l’ Udinese patisce il ritorno del Cagliari, De Canio interviene spostando in attacco Jorgensen (al posto di Margiotta) per inserire a sinistra Manfredini. Il gioco delle sostituzioni è una partita nella partita, che contribuisce a rendere avvincente questa sfida e infine si ritorce contro Ulivieri che dopo i tre cambi deve fare i conti con l’ infortunio di Modesto: così, dal minuto 17 della ripresa, il Cagliari è costretto a giocare in dieci. Eppure, nonostante l’ inferiorità numerica, i rossoblù riescono a pareggiare il conto parziale, risalendo dallo 0-2 al 2-2. Merito di una spettacolare punizione dal limite di Macellari, che si aggiunge a un numero da «globe trotter» di Oliveira che aveva piantato la bandiera dell’ 1-2 in apertura di ripresa.

L’ Udinese aveva chiuso il primo tempo con un doppio vantaggio, grazie alla sua capacità di punire cinicamente due errori di altrettanti rossoblù. Nel primo caso O’ Neill appoggia sciaguratamente di testa a Scarpi un velenoso pallone sul quale è bravo a intervenire Margiotta. Poi è Ametrano a cannare un anticipo su Jorgensen e a spianare la strada per un formidabile slalom del danese: Scarpi è battuto nell’ angolo lontano. Ma, nella ripresa, dopo aver subito il pari, l’ Udinese deborda. L’ arbitro Rosetti nega un rigore ai bianconeri (nonostante l’ indicazione di un guardalinee) e due minuti dopo lo decreta (fallo di Mayelè su Locatelli). Fiore spiazza Scarpi (minuto 29) e sbriciola il muro dei sardi. Da qua in avanti è un carnevale per il contropiede friulano. Muzzi e Fiore firmano il 5-2, mentre viene espulso Mayelè e il Cagliari chiude in nove contro undici la sua coraggiosa e irriducibile disfatta.

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