Bilancio Udinese e il “rosso relativo”

Bilancio Udinese e il “rosso relativo”

La politica del club friulano è molto attenta a mantenere un equilibrio economico e finanziario che le permetta di guardare al futuro con una certa tranquillità, anche spesso andando contro il desiderio dei tifosi che sognano un acquisto alla Di Natale, tanto per citare un nome a caso

di Redazione

Calcio e Finanza ha analizzato la situazione relativa ai debiti finanziari, al netto dei debiti verso soci e parti correlate, e la liquidità in cassa, delle 20 società che hanno preso parte alla Serie A 2018/2019, ordinandole in base alla posizione finanziaria netta (saldo tra debiti finanziari e liquidità) di ciascun club e il loro patrimonio netto alla data di chiusura del bilancio (l’ultimo al momento disponibile). Questa la tabella stilata da Calcio e Finanza:

 

In merito alla situazione Udinese, si tratta certo di un “rosso relativo”: si sa che la politica del club friulano è molto attenta a mantenere un equilibrio economico e finanziario che le permetta di guardare al futuro con una certa tranquillità, anche spesso andando contro il desiderio dei tifosi che sognano un acquisto alla Di Natale, tanto per citare un nome a caso.
I 37 milioni di debiti verso banche infatti attengono ai mutui concessi per i lavori edilizi da Credito Sportivo e Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia necessari alla realizzazione del ‘progetto-stadio’ volto ad assicurare in futuro una maggiore redditività per via delle nuove attività collaterali possibili dopo i lavori di ristrutturazione e il via libera delle autorità cittadine, Covid permettendo.
Non solo politica finanziaria, anche la programmazione economica mira alla redditività futura: al termine della stagione 2021/22 saranno praticamente ammortizzati tutti i costi dei lavori di ristrutturazione pari a 34,7 milioni (cui si aggiungono 4,5 milioni per il diritto di superficie), visto che il club friulano ha scelto di spalmarli non sui 99 anni (350mila all’anno), come pure avrebbe potuto fare, ma di adottare il criterio dell’ammortamento decrescente concentrato nei primi sette anni (a partire dalla stagione 2015/16) sostenendo così 5,5 milioni di costi annui che nel 2022 praticamente spariranno.
Chissà che questa visione ‘all’inglese’ possa in futuro alleggerire l’importanza e il peso economico delle plusvalenze e fare in modo che i giocatori di talento smettano la solita frase di circostanza “Grazie Udinese, ma adesso voglio fare il salto di qualità” e comincino invece a dire “Grazie Udinese, voglio far parte del vostro progetto”.
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