D’Agostino: “E’ surreale giocare in uno stadio deserto”

D’Agostino: “E’ surreale giocare in uno stadio deserto”

Violanews.com ha intervistato il doppio ex di Udinese e Fiorentina

di Redazione

In vista dell’incontro di sabato a Udine, Violanews ha intervistato il doppio ex di Fiorentina e Udinese Gaetano D’Agostino, attuale allenatore del Lecco in Serie C Girone A.

Il campionato è duro. Giusto fermare il torneo, ma ci sarà meno tempo di recupero, per tutti. Dovremo essere bravi a gestire l’organico e nel cercare di mettere in campo sempre gente fresca.

L’11 febbraio del 2007, con la maglia dell’Udinese, affrontò la Fiorentina in un “Franchi” deserto a seguito dei provvedimenti presi dopo la morte dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti in occasione di Catania-Palermo. I viola di Prandelli vinsero grazie ai gol di Reginaldo e Pazzini. Che ricordo ha di quella gara?

Fu un po’ anomalo. Il calcio è bello perché ci sono i tifosi, quindi sabato a Udine sarà surreale. È già successo di giocare a porte chiuse qualche volta per motivi disciplinari, farlo per il Coronavirus va accettato perché prima di tutto viene la salute. Fu una partita particolare. Senti tutte le voci, devi stare attento con le proteste agli arbitri perché se ti scappa una parola in più… viene amplificato tutto. L’allenatore si fa sentire di più e vivi già la partita durante il riscaldamento in preparazione alla gara.

Una sola stagione a Firenze. Rimpianti?

Misero in giro delle voci che avevo dei problemi al ginocchio, erano solo delle dicerie. Io mi sono operato al menisco, mai avuto problemi al ginocchio. Il vero problema fu la comproprietà tra Fiorentina e Udinese che dava fastidio. In ogni caso in quella stagione fui il centrocampista più prolifico con cinque reti. Per me è stato un grande dispiacere non potere rimanere a Firenze perché ero innamorato della città e dei tifosi. A distanza di anni, posso dire che sarebbe stato meglio per me sentirmi dire che non rientravo più nei piani societari piuttosto che quelle dicerie.

Come mister a chi si ispira?

Cerco di prendere il buono di ogni allenatore, non ho un modello. A parte i grandi nomi, per me è molto bravo De Zerbi, in futuro allenerà grandi squadre. I migliori allenatori riescono a cambiare, a essere camaleontici pur mantenendo gli stessi concetti; conta la mentalità. Al momento, poi, Gasperini il migliore in Italia.

Che Udinese sarà?

Molto fisica. Con Gotti ha trovato un equilibrio e poi hanno De Paul che può determinare però anche la Fiorentina ha trovato la sua identità con dei principi di gioco. La Fiorentina deve stare attenta in particolare al fattore fisico dell’Udinese.

Un pronostico?

Spero che sarà una partita bella come lo è sempre stata. Nel mio cuore porto tutte e due le squadre, direi un pareggio per fare contenti tutti ma la Fiorentina ha qualcosa in più qualitativamente. Allora diciamo 2 a 1 per la Fiorentina.

 

FONTE Violanews.com

 

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