I rinvii a giudizio imminenti da parte del PM di Cremona per l'indagine sul 'calcioscommesse' riscaldano un'atmosfera che nel calcio è già rovente. E rispunta anche il nome di Stefano Colantuono.

La Gazzetta dello Sport lo inserisce tra i nomi che potrebbero subire la decisione: C’è una probabile coda sportiva delle richieste di rinvio a giudizio che il pm Di Martino starebbe per firmare, e potrebbe fare parecchio rumore, arricchendo di un filone bollente (forse addirittura due) un’estate già caldissima. Che fin qui ha sconvolto soprattutto i campionati di B e Lega Pro, sfiorando appena la Serie A. Ma quanto durerà? La domanda è legittima, perché alla luce dei probabili rinvii a giudizio di Cremona, Cristiano Doni e l’Atalanta tornano pesantemente in ballo. Il club nerazzurro ha già pagato a caro prezzo nel 2011 l’illecito sportivo del suo ex capitano: tre anni e mezzo di squalifica beccò lui per Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011, 6 punti di penalizzazione la squadra per responsabilità oggettiva. Un incubo che ora torna prepotentemente d’attualità, perché dalle carte del pm Di Martino è spuntata un’altra partita del 2011, Crotone-Atalanta, per cui Doni rischia di dover rispondere nuovamente del reato di frode sportiva. E, stavolta, non è solo. C’è una chat (con l’amico portiere Santoni) che tira in ballo anche Stefano Colantuono, oggi tecnico dell’Udinese, pure lui probabilmente rinviato a giudizio per frode sportiva. L’allenatore romano si è sempre detto all’oscuro di quel tentativo di combine, ma la sua posizione (unitamente a quella dell’allora d.s. atalantino Zamagna, che Di Martino sembrerebbe aver risparmiato) è da mesi al vaglio della Procura federale. Palazzi l’ha tenuta in caldo, in attesa di avere tutti gli atti da Cremona. E sarebbe pronto a trarre le sue conclusioni. Su Doni, Colantuono e l’Atalanta, nuovamente costretta a fare i conti con la responsabilità oggettiva. Col rischio, anche stavolta, di subire una penalizzazione di un certo rilievo

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La 'Rosea, punta l'indice anche sui tempi, strettissimi che la giustizia sportiva deve rispettare per la regolarità dei campionati:  In quale campionato, più che l’esigenza di rendere afflittiva le pena, rischiano di stabilirlo i tempi. Strettissimi, e oltretutto schiacciati dalle altre pesanti inchieste sul tavolo di Palazzi.

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