AIC, Tommasi: “I calciatori rischiano in prima persona. Si scarica tutto su di loro”

AIC, Tommasi: “I calciatori rischiano in prima persona. Si scarica tutto su di loro”

Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi ha parlato delle decisioni assunte nel Consiglio Federale andato in scena mercoledì 20 maggio

di Redazione

Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi ha parlato delle decisioni assunte dal Consiglio Federale andato in scena due giorni fa, alcune di queste non hanno convinto l’Assocalciatori. Queste le sue parole all’ANSA: “’È una situazione eccezionale, per il Coronavirus, e si pensa di risolverla con le solite logiche: provo a scaricare sull’altro il problema, se possibile anche a fregarlo. È questo che mi preoccupa, e direi non solo nel calcio. Il calcio chiede soldi al Governo lamentando buchi, esige il saldo dalle tv perché si gioca, non paga i calciatori quando sono il lockdown e poi dice che si va in campo con la possibilità di pagare un solo mese di stipendio su 5: vi pare una logica di sistema? Vi pare che facciamo tutti parte dello stesso business? O che siamo tutti sulla stessa barca? Però l’opinione comune è che il calciatore in fondo non si può lamentare. C’è chi in questi giorni sta davvero in difficoltà, e la gente pensa ai grandi ingaggi: ma il problema è della maggioranza che vive di calcio, non della parte, minoritaria, che si arricchisce. Nelle serie minori ci sono giocatori convocati fuori sede, si devono pagare l’affitto ma hanno certezza di un solo stipendio, magari al minimo: non mi stupirei se non andassero, ragionando al fatto che i primi soldi guadagnati sono quelli risparmiati. Il calciatore è colui che rischia in prima persona, andando in campo, e si scarica su di lui tutto il peso di questa crisi. Se vogliono questo, non dicano poi che salvano il calcio“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy