Guidolin: La mia Udinese del 2010 la squadra più bella

Guidolin: La mia Udinese del 2010 la squadra più bella

 «Penso che il rapporto sia stato in parità: io ho dato moltissimo e loro nei momenti più difficili, come nel 2010, quando conquistai solo un punto in cinque gare, mi hanno sempre sostenuto. Non dimentico che ad un certo punto mi dissero che avrei potuto essere l’allenatore dell’Udinese per molti anni».

di Redazione

Francesco Guidolin è ancora il sogno dei tifosi friulani. Ma il futuro sembra impossibile che sia ancora in Friuli, che comunque è la sua casa.  «Il destino mi ha portato qui per abitare a Londra. I Pink Floyd sono la band della mia vita, anche se il disco preferito è The Wall», ha raccontato alla Gazzetta.

Perché questa lunga assenza dalla panchina? «È stata una mia scelta. L’esperienza allo Swansea è stata gratificante. Lavorare in Premier è il sogno di tutti gli allenatori. Mi hanno cercato diversi club, ma per tornare ad allenare serve un progetto che mi dia entusiasmo. La parte finale della carriera deve essere come voglio io: condizioni giuste e un fascino particolare».

Orgoglioso del suo curriculum? «Posso essere soddisfatto: ho vinto la Coppa Italia a Vicenza, ho ottenuto tre promozioni in A con Vicenza, Palermo e Parma, sono andato otto volte in Europa con Udinese, Palermo, Vicenza e Bologna».

La squadra più bella? «L’Udinese del 2010, con Sanchez, Asamoah, Di Natale, Handanovic, Inler. E poi il Palermo 2006-07».

I grandi club sfiorati? «L’Inter di Moratti, la Lazio di Cragnotti, la Juve di Umberto Agnelli».

L’Udinese soffre in Italia e il Watford è ultimo in Premier: il modello-Pozzo è in crisi? «Gli anni europei vissuti dall’Udinese hanno forse stravolto la realtà: la dimensione di partenza deve essere sempre quella di conquistare i 40 punti per salvarsi. Al Watford non so che cosa sia capitato, ma la Premier è il campionato più competitivo al mondo».

Se i Pozzo le avessero proposto il Watford? «Avrei sicuramente accettato di parlarne: lavorare in Premier è stimolante. Ma io, per dire, sono affascinato anche dalla Championship. Ci sono stati un paio di contatti con il QPR, ma non hanno avuto seguito».

Ci sono state incomprensioni con i Pozzo? «Penso che il rapporto sia stato in parità: io ho dato moltissimo e loro nei momenti più difficili, come nel 2010, quando conquistai solo un punto in cinque gare, mi hanno sempre sostenuto. Non dimentico che ad un certo punto mi dissero che avrei potuto essere l’allenatore dell’Udinese per molti anni».

L’Udinese dal 2016 ad oggi ha mai ripensato a Guidolin? «Ci sono stati contatti indiretti, ma dopo tanta strada condivisa, avrei potuto parlare solo con la famiglia Pozzo».

Oggi Liverpool-Watford, la prima contro l’ultima. I Reds hanno la Premier in pugno. «Il calcio di Klopp è trascinante. Mi piace tantissimo: equilibrio, corsa, energia, spettacolo. Questo Liverpool può segnare un’epoca».

Gli altri allenatori coinvolgenti? «Guardiola, Conte e Rodgers, che sta facendo cose straordinarie a Leicester».

Un emergente? «Simone Inzaghi. Il suo 3-5-1-1 mi ricorda la mia Udinese».

Tra filosofia del risultato e quella del gioco, Guidolin dove si colloca? «La strada per vincere è quella del bel calcio, ma allo stesso modo bisogna avere cura degli equilibri».

La Var? «Devo ancora decidere se sono favorevole o contrario. Mi piace nei casi clamorosi, meno nelle altre situazioni».

 

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