Marino: “Il campionato belga ha chiuso, la Premier seguirà a ruota: la situazione è grave”

Marino: “Il campionato belga ha chiuso, la Premier seguirà a ruota: la situazione è grave”

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese, Pierpaolo Marino, ha parlato ai microfoni di SportItalia

di Redazione

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese, Pierpaolo Marino, ha parlato ai microfoni di SportItalia:

Musso e De Paul saranno protagonisti in uscita? “Con noi non si è fatto vivo nessuno, però se li hanno puntati fanno bene. Musso credo sia un portiere che per maturità, doti tecniche, per professionalità ha un futuro tra i primi cinque del mondo. Di questo ne sono sicuro, non posso sbagliarmi dopo averlo avuto quasi un anno. De Paul non devo spiegare io chi sia, però non devo fare mercato perché non ne vedo uno attivo. Ho grande rispetto per Handanovic, credo che Musso possa ricalcarne le orme”.

In cosa Musso è più forte di Handanovic? “Non mi azzardo a dire che è più forte, però ha delle qualità che sono di tecnica di base, esplosività, serietà negli allenamenti, completano queste doti”.

L’Argentina ha trovato un portiere. “Sicuramente è di un altro livello, sarà un top player, di rado ha avuto portieri di livello mondiale come può diventare Musso”.

Ci sarà un nuovo Totò di Natale? “Dovremo rinforzare l’attacco, una squadra si completa quando ha davanti finalizzatori letali. Devo dire che Lasagna, Okaka, Nestorovski sono giocatori con potenzialità, possono fare più gol di quanto fatti nelle ultime stagioni. Dovremo cercare di migliorare e non disperdere quello che di buono abbiamo”.

Quale sarà il prossimo giocatore sull’asse Udinese-Napoli? “Giampaolo Pozzo ha un ottimo rapporto con De Laurentiis, sicuramente si troveranno per concludere qualche affare. Pozzo ha una capacità intuitiva di quello che un’azienda può avere sul futuro, ha avuto una passione, il calcio, e ci è entrato. Ha trasferito la passione del lavoro per il calcio. De Laurentiis arriva dal cinema, ma il calcio è un’appendice, come diceva prima. È un’attività di spettacolo”.

Il club friulano è per la non ripartenza? “Siamo di fronte a una situazione che non era prevedibile e non è programmabile. Dipende da un nemico invisibile che lo combatti con una bomba e lo annienti. Noi non sappiamo quando riusciremo a sconfiggerlo il voler programmare la ripresa – con questo sfizio delle date – è un delirio di onnipotenza. Noi siamo soggetti alla situazione esterna, alle misure del governo. Io sono contrario all’allenamento fantasma: l’11 di marzo abbiamo dovuto portare le macchine della palestra sul campo e farli lavorare individualmente. Vi siete dimenticati di disinfettare la macchina. Quando cominciamo? Non riesco a pensare a quando riprendiamo davvero. È inutile dire qual è la posizione, vediamo quando sconfiggeremo il nemico. Il calcio dev’essere un momento di festa, di scampato pericolo, invece che una comparsata di robot con lo stadio vuoto. All’inizio di marzo dissi che non ci rendevamo conto che stavamo entrando in uno scenario apocalittico. Dopo un turno il campionato fu interrotto: non sono pessimista, né vedo presagi negativi lontani. Noi dobbiamo riferirci alla Cina che è tre mesi avanti rispetto a noi”.

Ci sono presidenti che parlano di tribunali al 28 di agosto. “La federazione belga ha sancito la fine del campionato, nonostante la minaccia di sanzioni dell’UEFA. L’Inghilterra sta per emettere lo stesso provvedimento in merito alla Premier League, perché la situazione sta diventando gravissima.  Sono preoccupato per le prossime stagioni, non per quella vecchia”.

Il calcio minore può andare in difficoltà? “Le serie minori andranno in crisi per prima. La sussistenza è molto più grave che per la Serie A, dove gli ingaggi garantiscono autonomie di qualche anno a chi li ha percepiti. La filiera potrebbe subire un grave trauma nel meccanismo di crescita, però è una preoccupazione generale per le stagioni successive caratterizzate dalle ripercussioni. Chiudere questo campionato a oltranza, poi ci sono gli europei per la prossima stagione… C’è confusione nei messaggi. Come si fa a rinegoziare quando non si sa qual è il destino dei prossimi due o tre anni. Per ora non è programmabile, bisogna essere preoccupati e sinceri: il Coronavirus sta vincendo sul calcio. Il governo sta prendendo delle decisioni, per fortuna. Il governatore del Friuli ha vietato, anche a porte chiuse, Udinese-Fiorentina. Da quella partita i nostri giocatori hanno dovuto fare una quarantena, noi abbiamo giocato a porte chiuse e solo miracolosamente non abbiamo avuto dei danni”.

Il Direttore conclude così: “Vorrei manifestare la mia vicinanza ai tifosi bergamaschi, alle persone che conosco, agli amici che hanno perso famigliari, qualche collaboratore della società che ci ha lasciato per il Coronavirus e li abbraccio calorosamente”.

 

FONTE Tuttomercatoweb.com

 

 

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