Maduka Okoye ospite di Udinese Tonight su TV 12: dalla rimonta subita a San Siro alla sfida con il Cagliari, passando per la sua crescita personale.

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Maduka Okoye torna sulla sconfitta contro l’Inter e guarda avanti. Ospite di Udinese Tonight, trasmissione di TV 12, il portiere bianconero ha parlato della rimonta subita a San Siro, del momento della squadra e del proprio percorso di crescita dentro e fuori dal campo. Nonostante i cinque gol incassati, il numero 40 mantiene fiducia nel gruppo e nella possibilità di ripartire già dalla prossima partita.

Okoye dopo l’Inter: “L’umore è ancora buono”

La sconfitta contro i nerazzurri è ormai alle spalle. L’Udinese, dopo essere passata in vantaggio per 0-2, ha subito la rimonta dell’Inter, ma Okoye assicura che lo spogliatoio non ha perso fiducia.

Maduka Okoye

L’umore è ancora buono. L’Inter è il passato, ora pensiamo già alla prossima. Ci stavamo credendo, come sempre. Forse abbiamo segnato troppo presto, poi il calcio è così”.

Il portiere riconosce la qualità dell’avversario: “L’Inter è troppo forte e non si ferma nemmeno dopo aver segnato tre o quattro gol”. Le assenze, però, non devono diventare un alibi: “Ci mancano dei giocatori, ma Kabasele è rientrato con la sua esperienza. Le assenze però non sono la ragione della sconfitta”.

I gol subiti e la necessità di migliorare

Tra le reti incassate a San Siro, quella che lascia più amarezza a Okoye è la quarta, arrivata nella ripresa. Il portiere sottolinea soprattutto l’atteggiamento della squadra nell’azione.

Il quarto gol è quello che mi dà più fastidio. È facile dirlo riguardandolo in tv, ma non possiamo prendere un gol del genere, anche se non è una rete semplice. Mi dà fastidio perché siamo rimasti passivi, ma avevamo lottato per 60’, eravamo andati sotto, poi loro hanno tanta qualità”.

Il dato complessivo di dieci reti subite nelle prime quattro giornate è un campanello d’allarme. Okoye individua tra i possibili fattori anche i continui cambiamenti nel reparto arretrato, senza però considerarli una giustificazione.

Il fatto che la difesa sia cambiata quasi ogni partita forse è una ragione per i gol presi, ma anche cambiando gli interpreti dovresti fare bene comunque. Dieci gol sono tanti, dobbiamo cambiare qualcosa e ci stiamo lavorando. C’è da dire che abbiamo giocato contro squadre forti finora”.

Il portiere torna anche sull’episodio del secondo gol subito contro la Lazio: “Dopo la partita abbiamo parlato, sul secondo gol era meglio essere più calmi. All’88’ dovevamo pensare a tenere il punto, piuttosto che provare a farne tre e finire per prenderne zero”.

Il Cagliari nel mirino: “Sono sicuro che faremo i tre punti”

Adesso l’attenzione si sposta sulla prossima sfida contro il Cagliari. Okoye invita la squadra a proseguire il lavoro e si mostra fiducioso in vista dell’appuntamento.

Dobbiamo preparare la prossima partita come facciamo sempre. In ogni partita abbiamo fatto buone cose, dobbiamo andare avanti così e sono sicuro che faremo i tre punti sabato”.

La crescita personale e il lavoro con gli allenatori

Nonostante il risultato di San Siro, Okoye si dice soddisfatto del proprio avvio di stagione. Il portiere sente di essere cresciuto e riconosce l’importanza del lavoro svolto quotidianamente con Sergio Marcon e Alex Brunner.

Sono contento delle mie prestazioni, anche se non posso parlare bene di una partita in cui ho preso cinque gol. Stiamo lavorando tanto, sento che sto crescendo, Sergio e Alex stanno facendo un grande lavoro. So che hanno fiducia in me e questo aumenta anche la fiducia in me stesso”.

L’obiettivo, però, resta quello di aiutare l’Udinese a conquistare punti: “Posso anche fare delle belle parate, ma la cosa importante sono i punti. Sono sicuro che torneremo a farli”.

Okoye si sente migliorato soprattutto nelle uscite, alte e basse, ma sa che per diventare un portiere di livello superiore deve continuare a lavorare su ogni aspetto: “Per diventare un portiere top devo fare un passo in avanti sotto ogni aspetto, ma ho degli allenatori top con me”.

Anche la presenza di Bartosz Mrozek rappresenta uno stimolo. “Mrozek è bravo, è giusto che voglia giocare, è meglio anche per me avere competizione”.

Il sostegno della società e la maturità raggiunta

La crescita del numero 40, racconta lui stesso, è passata anche attraverso un periodo complicato nella parte finale della scorsa stagione. Okoye ringrazia il club per il sostegno ricevuto e spiega di aver trovato nuove motivazioni.

La società mi ha sempre sostenuto, gli sono molto grato, senza di loro non sarei uscito così facilmente dai momenti difficili. Nel finale della scorsa stagione ho preso in mano la situazione. Sto ‘invecchiando’ pure io e mi sono detto che era il momento di dimostrare chi sono. Mi sento cresciuto anche come uomo”.

Nel corso della trasmissione ha anche ricordato alcune delle parate più significative: quella su Saelemaekers a San Siro e quella su Mancini in casa, mentre l’intervento su Douvikas alla prima giornata viene descritto soprattutto come una lettura tattica dell’azione.

La vita fuori dal campo: musica, acconciature e nuovi equilibri

Negli ultimi mesi Okoye ha attirato attenzione anche fuori dal terreno di gioco. Il portiere, però, ribadisce che la priorità resta il calcio e che sta imparando a gestire la maggiore visibilità.

Prima di tutto sono un portiere, poi viene il resto. Fuori dal campo le cose sono cambiate, devo stare più attento a come mi muovo. C’è una vita dopo il calcio, mi sto preparando a quello, ma il mio lavoro resta il calciatore. Tutto il resto è extra e non mi distrae”.

Anche l’attenzione dei tifosi fa ormai parte della sua quotidianità: “Anche la gente che mi ferma per strada fa parte del gioco, può essere impegnativo ma devo farlo. Fa parte della mia vita e devo vivere tutto questo con serenità”.

Tra le sue passioni ci sono le acconciature e la musica. Okoye racconta di cambiare spesso look e cita Blanco come il suo cantante italiano preferito, aggiungendo di ascoltare anche Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio.

“La squadra è più matura, siamo sulla strada giusta”

In chiusura, Okoye torna a parlare del gruppo e del percorso dell’Udinese. La sconfitta contro l’Inter non cancella, secondo il portiere, i segnali positivi mostrati dalla squadra.

La squadra è più matura quest’anno, ma già l’anno scorso giocavamo senza paura. Siamo sulla strada giusta”.

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