Matteo Palma ospite di Udinese Tonight: il difensore parla del recupero dall'infortunio, della Lazio, della Sampdoria e della scelta tra Italia e Germania.

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È stato Matteo Palma il protagonista dell'ultima puntata di Udinese Tonight, trasmissione di TV 12. Il giovane difensore bianconero, attualmente ai box per l'infortunio rimediato contro il Como, ha affrontato diversi temi: dalla sconfitta contro la Lazio al proprio percorso di crescita, passando per l'esperienza alla Sampdoria e la possibile scelta della Nazionale.

Palma e il recupero dall'infortunio

La chiacchierata è partita proprio dalle condizioni fisiche del difensore, che sta lavorando per tornare a disposizione di Kosta Runjaic.

Sto meglio, sto recuperando bene. Rientrare prima della sosta potrebbe essere rischioso, non so ancora quando potrò tornare in campo. Sto facendo terapie, palestra, sono anche tornato a correre e a fare qualcosa con il pallone”.

Palma ed Openda

Palma si è poi soffermato sulla sconfitta rimediata contro la Lazio, individuando alcuni degli errori commessi dall'Udinese nella parte finale.

“È una sconfitta amara, almeno un punto lo potevamo fare. Abbiamo gestito male alcuni palloni, ci siamo abbassati presto, ad un certo punto era chiaro che avrebbero fatto il secondo gol”.

Le nuove regole e gli errori contro la Lazio

Secondo Palma, anche le nuove regole possono avere avuto un peso sulla gestione della gara e sulla fatica accusata dai bianconeri.

Le nuove regole condizionano il gioco sotto ogni aspetto, hai molto meno tempo per respirare. Sul secondo gol Okoye sapeva di avere poco tempo per scaricare il pallone e anche se non avessimo perso palla solo Miller era scattato in avanti e avrebbe potuto fare ben poco.

Lì Vojvoda era da solo in due contro uno, poteva fare poco, era difficile temporeggiare. Il braccetto o il centrocampista su quel lato avrebbero dovuto raddoppiare. In mezzo poi, come sul primo gol, è mancata la marcatura”.

Il posto da titolare da riconquistare

Palma aveva iniziato la stagione con un ruolo importante nelle gerarchie di Runjaic, dopo aver disputato tutte le amichevoli estive e la gara di Coppa Italia. L'infortunio contro il Como lo ha però costretto a fermarsi.

Il posto da titolare me lo sono guadagnato, perché mi sono allenato bene durante la preparazione, ho giocato tutte le amichevoli, ho avuto la fortuna di giocare in Coppa Italia facendo bene e poi sono stato confermato per la partita contro il Como. Ora il posto me lo dovrò riguadagnare, non lo avrò subito appena rientro.

Dipenderà dal mister e da come mi allenerò. Nel calcio gli infortuni capitano, fortunatamente non devo stare fuori tanto e di mezzo c’è la sosta”.

Il difensore ha poi raccontato anche l'episodio che ha portato all'infortunio.

Mi sono fatto male in un duello con Douvikas, ma non sentivo particolarmente male in campo. All’intervallo i fisioterapisti mi hanno fatto i test e hanno capito che non aveva senso io restassi in campo”.

La crescita dopo l'esperienza alla Sampdoria

Uno dei passaggi più interessanti dell'intervista riguarda il percorso di maturazione compiuto da Palma durante i sei mesi trascorsi in prestito alla Sampdoria.

Fare sei mesi in una squadra importante come la Sampdoria mi ha fatto benissimo. Sono tornato con più esperienza e consapevolezza. La Serie B è un campionato difficile, ci sono attaccanti di un certo calibro.

A Genova sono stato accolto molto bene, c’era già Pafundi, che mi aveva detto di venire là perché c’era un bel gruppo. I due allenatori che ho avuto mi hanno dato fiducia, ho apprezzato molto”.

Il giovane difensore ha parlato anche del rapporto con Runjaic e con i compagni, citando in particolare Kabasele e Solet.

Il mister da me si aspetta che io sia professionale e ascolti i consigli dei più grandi. Kabasele mi “massacra”, ma lo apprezzo, lo fa per il mio bene. A lui ruberei la cattiveria che ha nei contrasti, mentre a Solet la serenità che ha con il pallone tra i piedi. Sono in pochi a partire in dribbling nella sua metà campo come fa lui”.

Da braccetto a centrale

La nuova stagione ha portato anche un cambiamento tattico per Palma, che si è trovato a ricoprire il ruolo di centrale nella difesa a tre.

Finora avevo fatto il braccetto, anche alla Sampdoria, ed ero convinto giocassi meglio lì. Poi in precampionato ho fatto il centrale, in Coppa ho fatto il centrale, con il Como ho fatto il centrale e penso di trovarmi addirittura meglio”.

Lautaro il cliente più difficile

Palma ha anche parlato degli attaccanti che vorrebbe affrontare e della sfida quotidiana in allenamento con Davis.

Non c’è un attaccante che non vorrei affrontare, ma Lautaro è quello che sarebbe più difficile. In allenamento posso sfidare Davis, che è un grande attaccante, fisico e tecnico. Si è creata una piccola competizione, quello dei due che vince in partitella prende sempre un po’ in giro l’altro”.

La scelta tra Italia e Germania

Uno dei temi più delicati riguarda invece il futuro internazionale del difensore. Palma ha infatti la possibilità di scegliere tra Italia e Germania, essendo cresciuto tra le due culture.

Quella della Nazionale è una scelta difficile, sono cresciuto con entrambe le culture: fino ai 13 anni ho vissuto in Germania e poi mi sono trasferito in Italia, mia mamma è tedesca e mio padre è italiano. Tecnicamente, per le loro origini, ci sarebbero di mezzo anche l’Austria e il Camerun…

Mamma e papà vogliono che io scelga quello che è meglio per me. Loro sono orgogliosi di me. Anche a Genova venivano a trovarmi spesso, mia mamma addirittura partendo da Berlino. È una cosa che ho apprezzato tantissimo, senza queste visite il mio umore sarebbe cambiato. La loro presenza è importantissima”.

Sergio Ramos e Van Dijk come modelli

Infine, Palma ha svelato i suoi riferimenti nel ruolo e gli aspetti sui quali vuole ancora migliorare.

È sempre stato Sergio Ramos, poi quando sono cresciuto ho apprezzato tanto anche Van Dijk. Hanno caratteristiche diverse, ma mi piacciono entrambi, soprattutto per come affrontano gli uno contro uno”.

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